I principi etici dello Yoga per mamme (Yama e Niyama) – Ahimsa, la non-violenza

Non so se definirla ‘’crisi dell’insegnante yoga che si avvicina ai 40’’, ma ultimamente mi sono spesso domandata che tipo di messaggio trasmetto alle persone che partecipano alle mie lezioni.

Mi spiego meglio. L’incremento esponenziale dello yoga negli ultimi decenni in ogni parte del mondo ha plasmato in qualche modo il suo scopo principale: da scienza riservata a pochi prediletti la cui finalità era la realizzazione spirituale e il raggiungimento di nuovi stati di coscienza, ora lo yoga si indirizza prevalentemente al benessere fisico e psicologico. E questo va benissimo perché in questo modo questa meravigliosa scienza è accessibile a molte più persone e regala pace e serenità in un mondo che ne ha ancora molto bisogno.

Quello che – in qualità di praticante e insegnante yoga – vorrei contribuire ad evitare è lo scomparire della finalità primaria dello yoga: l’unione con il sé divino. Amo e mi ritrovo molto in queste parole, tratte dal libro ‘’Sullo Yoga – l’architettura della pace’’ di Michael O’Neill: ‘’lo Yoga, nella sua essenza, non è tanto una pratica quanto l’intera forza del nostro impulso più profondo, il nostro bisogno primario, di raggiungere l’autoconsapevolezza. E questa spinta verso la consapevolezza di sé costituisce di fatto il viaggio spirituale.’’

Perciò durante le mie lezioni – per quanto inviti ad usare intensamente il corpo (per purificarlo ed equilibrarlo, prima di tutto) – ricordo di seguire sempre il respiro, perché se si ha consapevolezza del proprio respiro, si ha consapevolezza della propria mente (e di dove questa vaga). Spero in questo modo di lasciare nell’anima delle persone che praticano insieme a me un messaggio più profondo e spirituale, che vada oltre al semplice movimento del corpo.

Così la mia ‘’crisi’’ ha messo in moto anche il mio profondo e antico desiderio di approfondire ancora meglio i principi filosofici dello yoga e, soprattutto, di applicarli ancora meglio alla mia quotidianità. Come mamma, moglie, lavoratrice e soprattutto abitante del pianeta terra infatti, la mia pazienza, resistenza e forza sono spesso messe a dura prova – sono certa che portare i principi etici dello yoga (Yama e Niyama) nella vita di tutti i giorni può giovare a me e alle persone che mi sono attorno. E perché non condividere i miei pensieri con altre persone, mamme ma non solo?

Patanjali, padre dello yoga e autore degli ‘’Yoga Sutra’’, raccomanda un sistema yoga in otto gradini definito Ashtanga o Raja Yoga. Ogni ramo dell’albero del Raja Yoga rappresenta una pratica yoga purificatrice:

  1. Yama, restrizione o astensione
  2. Niyama, osservanza
  3. Asana, posture
  4. Pranayama, controllo della forza vitale
  5. Pratyahara, ritrazione dai sensi
  6. Dharana, concentrazione
  7. Dhyana, meditazione
  8. Samadhi, beatitudine, supercoscienza

Spesso lo yoga arrivato a noi in occidente include solo il terzo ramo (le asana o posture yoga), ma ritengo indispensabile – se si desidera davvero approfondire la vera scienza yogica e acquisire coscienze elevate –approfondire e mettere in pratica anche gli altri rami.

È mio desiderio approfondire in particolare i principi etici dello yoga, ovvero i primi due rami dell’Ashtanga Yoga: Yama e Niyama, applicati in particolare alla vita delle mamme, ma non solo – le mie riflessioni e approfondimenti magari possono tornare utili anche a chi non è genitore.

Ahimsa è non-violenza verso se stessi, cose, persone e animali attraverso azioni, parole e pensieri.

Innamorati di te. Fai attenzione ai messaggi che invii (più o meno inconsciamente) a te stessa attraverso il pensiero e le parole. Evita parole negative nei tuoi confronti e fatti solo grandi complimenti. Lodati! Come trattiamo noi stessi, così trattiamo gli altri. Se siamo capaci di amare davvero noi stessi, possiamo amare davvero gli altri.

Prenditi tempo per te stessa. Concediti almeno 20 minuti al giorno per fare qualcosa per te, da sola. Che sia del tempo passato a farsi un bel bagno caldo, a fare attività fisica, meditazione, un massaggio – 20 minuti è il minimo che devi dedicare a te stessa come donna. Non siamo solo mamme – non scordiamolo! Il tempo dedicato a noi stesse con amore regalerà la nostra parte migliore a chi ci circonda, figli inclusi. Non si accettano scuse – si trova il modo per organizzarsi e affidare i nostri piccoli in modo da concederci del tempo.

Abbi coraggio. Coraggio di sbagliare, coraggio di seguire il tuo istinto, coraggio di amare senza limiti, coraggio di ridere di te, coraggio di prendere tutto con meno serietà. Essere genitori è una grande responsabilità di cui dovremmo esserne tutti consapevoli – ma anche prendere troppo seriamente questo compito non fa bene. Io sono certa che se usiamo sempre prima di tutto il nostro amore (e un po’ di buon senso) non commetteremo errori irreparabili con i nostri figli. D’altra parte, la paura crea la violenza – per questo abbiamo bisogno di coraggio per creare un mondo migliore per i nostri figli.

Medita. Fai qualche attività che ti riporti alla tua parte più profonda, più saggia e antica. Non bisogna per forza sedersi a gambe incrociate e chiudere gli occhi in profonda meditazione per ore, basta meditare portando avanti le nostre quotidiane attività. Mentre camminiamo, mentre ci prendiamo cura della casa, mentre cambiamo un pannolino, mentre giochiamo con i nostri piccoli o prepariamo la cena: facciamo tutto questo con presenza, percependo con tutti i sensi ciò che stiamo facendo, senza vagare con la mente. Portiamo l’attenzione al respiro e questo ci aiuterà a rimanere nel momento presente e radicate, in equilibrio.

Non giudicare. Innanzitutto, non giudicare te stessa: questa è una grande forma di violenza nei nostri confronti. Ogni volta che sbagli, hai la grande opportunità di crescere e avanzare spiritualmente – sorridi ai tuoi sbagli e vai avanti con un sorriso. Da ora in poi!

In secondo luogo, non giudicare gli altri. Spesso il giudizio nei confronti degli altri nasce spontaneo nella nostra mente, ma imparare pian piano a riconoscere questa tendenza e cercare di evitarla fa un gran bene alla nostra vita (e di conseguenza a quella degli altri). Ognuno di noi ha il proprio bagaglio di sofferenze e difficoltà – sostenerci anziché giudicarci cambierebbe il mondo.

Educa i tuoi figli con disciplina amorevole, e non ricorrere mai alla violenza con loro, in nessuna forma (pensieri, parole o azioni). Mi piace riprendere le parole di Sri Daya Mata: ‘’I bambini hanno bisogno di disciplina. Vi prego di capirmi bene, non intendo dire che debbano essere sculacciati. Non si deve mai ricorrere alla violenza con i bambini. Dovete guidarli con fermezza e amore’’. È importante trasmettere loro il giusti atteggiamenti morali e comportamenti, non solo con le parole, ma soprattutto con il nostro esempio. I bambini ci osservano sempre e ripetono i nostri comportamenti. Per crescere bambini emotivamente forti, dobbiamo esserlo noi per primi. E per i piccoli, l’influenza della mamma è quella più forte. Dunque mamme, rafforziamoci!

Limita il consumo di prodotti animali. E se riesci eliminali! Questo fa bene a noi (è risaputo ormai che una dieta vegetariana o addirittura vegana ben equilibrata – non improvvisiamoci! – fa bene alla nostra salute e al nostro pianeta), rispetta la vita degli animali e del nostro ambiente.

Pratica yoga. Ovvio, no? 🙂

Una pratica yoga regolare regala pace mentale, equilibrio interiore e forza interiore.  Anche un paio di saluti al sole (magari quotidianamente) sono un toccasana.

E la posizione yoga che mi piace proporvi insieme alle mie riflessioni su Ahimsa, la non-violenza, è quella del leone, shimasana. Asana ideale per scaricare tensioni e rabbia accumulate, prima che si trasformino in qualche forma di violenza J. Da fare insieme anche ai nostri piccoli – il divertimento e lo scarico di tensione è assicurato!

Per l’esecuzione, eccovi le spiegazioni del mio amato maestro Maurizio Morelli: http://thisisyoga.org/it/video/videre/leone-shima-asana/

Buona pratica!